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D.M. LL.PP.. 30/03/1995 n. 15844.3. Adesività. 4.3.1. Prescrizioni. Le pellicole retroriflettenti, sia di tipo A che di tipo B, devono aderire perfettamente ai supporti su cui sono applicate e non dare segni di distacco almeno per il periodo di vita utile della pellicola. 4.3.2. Metodologia di prova. Su tre pannelli di alluminio di circa mm 60x120 si applica, secondo le indicazioni della ditta produttrice della pellicola, un pezzo della pellicola retroriflettente da sottoporre alla prova di circa mm 20x40. Dopo aver condizionato i provini secondo quanto indicato al paragrafo 4.1. si rimuovono circa 2 centimetri lineari di pellicola con l'aiuto di un bisturi o di una lametta. Si tenta di rimuovere quindi i rimanenti 2 centimetri lineari di pellicola manualmente, senza l'aiuto di attrezzatura alcuna. La prova si considera superata positivamente: - se nonostante l'aiuto di un bisturi o di una lametta non risulta possibile la rimozione dei primi 2 centimetri lineari di pellicola; - se la rimozione manuale senza aiuto di attrezzatura provoca la rottura, anche parziale, della pellicola. 4.4. Flessibilità. 4.4.1. Prescrizioni. Al termine delle prove le pellicole retroriflettenti, sia di classe 1 che di classe 2, non devono mostrare fessurazioni superficiali o profonde. Metodologie di prova. Su tre pannelli di alluminio delle dimensioni di mm 60x120x0,5 si applica la pellicola retroriflettente da sottoporre alla prova. Trascorse 48 ore dall'applicazione, ogni pannello in 15 secondi viene piegato a 90° su un mandrino del diametro di 10 mm per le pellicole di classe 1 e di 20 mm per le pellicole di classe 2; nella piegatura la superficie catadiottrica deve trovarsi all'esterno. La prova si considera positiva se la pellicola non si rompe nella zona del piegamento per nessuno dei provini. 4.5. Resistenza all'invecchiamento accelerato strumentale. 4.5.1. Prescrizioni. Al termine della prova di 1000 ore per la pellicola di classe 1 e di 2200 ore per quella di classe 2 (500 ore per il colore arancio), le pellicole retroriflettenti non devono mostrare alcun difetto (bolle, spellamenti, fessurazioni, distacchi) . Inoltre le coordinate tricromatiche devono ancora rispondere alle prescrizioni di cui alla tabella I ed il coefficiente areico di intensità luminosa relativo ad un angolo di divergenza di 20' e ad un angolo di illuminazione di 5°, non deve risultare inferiore ai seguenti valori: - 50% dei valori minimi di cui alla tabella II per le pellicole di classe 1; - 80% dei valori minimi di cui alla tabella III per le pellicole di classe 2. 4.5.2. Metodologia di prova. Su tre pannelli di alluminio si applica un pezzo di pellicola avente le dimensioni di mm 90x90. Eventualmente possono anche essere utilizzate dimensioni diverse a seconda delle caratteristiche costruttive delle attrezzature di prova. L'area del pannello non deve però essere inferiore a mm 50x50. Dopo un condizionamento secondo quanto indicato al paragrafo 4.1. i provini vengono sottoposti ad invecchiamento artificiale, in conformità alla norma ASTM G26-83. Le modalità di prova sono le seguenti: Metodo di prova "A" : - esposizione continua alla luce ed esposizione intermittente a spruzzi d'acqua. Ciclo di prova: - 102 minuti di luce seguiti da 18 minuti di luce e spruzzi d'acqua. Sorgente luminosa: - lampada allo xenon da 6500 W. Filtro interno ed esterno in vetro al borosilicato. Irraggiamento sul campione: - controllato mediante regolazione della potenza della lampada a gradi per la simulazione della distribuzione spettrale relativa di energia della luce diurna lungo tutta la regione attinica. Temperatura massima in corrispondenza dei provini durante l'esposizione alla sola azione delle radiazioni: 63 +BP2/BP2- 5 °C (misurata mediante termometro a bulbo nero) . Umidità relativa: 65 +BP2/BP2- 5% Temperatura dell'acqua all'ingresso dell'apparecchio di spruzzo: 16 +BP2/BP2- 5 °C. Al termine, dopo aver lavato con acqua deionizzata i provini ed averli asciugati con un panno morbido, se ne osserva lo stato di conservazione e si effettua la verifica delle caratteristiche colorimutriche e fotometriche previste. Se la prova d'invecchiamento artificiale riguarda pellicole stampate serigraficamente, al termine della prova le zone stampate devono rispettare le prescrizioni fissate al punto 4.5.1. con riferimento ai valori riportati nelle note 2 3 alle tabelle II e III. 4.6. Resistenza alla nebbia salina. 4.6.1. Prescrizioni. Al termine della prova, le pellicole retroriflettenti non devono mostrare alcun difetto (bolle, spellamenti, fessurazioni, distacco), ed in particolare le coordinate tricromatiche devono ancora rispondere alle prescrizioni di cui alla tabella I; il coefficiente areico di intensità luminosa relativo ad un angolo di divergenza di 20' ed un angolo di illuminazione di 5°, non deve risultare inferiore ai seguenti valori: - 50% dei valori minimi di cui alla tabella II per le pellicole di classe 1; - 80% dei valori minimi di cui alla tabella III per le pellicole di classe 2. 4.6.2. Metodologia di prova. Su tre pannelli di alluminio delle dimensioni di mm 90x120 si applica un pezzo della pellicola in esame avente anch'esso dimensioni di mm 90x120. Dopo un condizionamento secondo quanto indicato al paragrafo 4.1., li si sottopone all'azione della nebbia salina, ottenuta da una soluzione acquosa di cloruro di sodio al 5% (5 parti in peso di NaCl in 95 parti di acqua deionizzata), alla temperatura di 35 +BP2/BP2- 2 °C. 4.7. Resistenza all'impatto. 4.7.1. Prescrizioni. Al termine della prova, le pellicole non devono mostrare segni di rottura o di distacco dal supporto. 4.7.2. Metodologia di prova. Su tre pannelli di alluminio delle dimensioni di mm 150x150x0,5 si applica un pezzo della pellicola in esame avente anch'esso dimensioni di mm 150x150. Dopo un condizionamento secondo quanto indicato al paragrafo 4.1., i provini devono essere appoggiati sui bordi in modo da lasciare un'area libera di mm 100x100. Si sottopone il centro dei provini all'impatto di una biglia di acciaio del diametro non superiore a 51 mm e della massa di 540 g in caduta da un'altezza di 22 cm. 4.8. Resistenza al calore. 4.8.1. Prescrizioni. Al termine della prova, le pellicole non devono mostrare alcun difetto (bolle, delaminazioni, rotture, fessurazioni o distacchi) ed in particolare le coordinate tricromatiche devono ancora rispondere alle prescrizioni di cui alla tabella I; il coefficiente areico di intensità luminosa relativo ad un angolo di divergenza di 20' ed un angolo di illuminazione di 5° non deve risultare inferiore ai seguenti valori: - 50% dei valori minimi di cui alla tabella II per le pellicole di classe 1; - 80% dei valori minimi di cui alla tabella III per le pellicole di classe 2. 4.8.2. Metodologia di prova. Su tre pannelli di alluminio delle dimensioni di mm 15x75, si applica un pezzo di pellicola avente anch'esso le stesse dimensioni. Dopo un condizionamento secondo quanto indicato al paragrafo 4.1, li si sottopone in forno alla temperatura di 70 +BP2/BP2- 3 °C per 24 ore. Trascorse 2 ore a temperatura ambiente, si osserva lo stato di conservazione dei provini e si effettua la verifica delle caratteristiche colorimetriche e fotometriche previste. 4.9. Resistenza al freddo. 4.9.1. Prescrizioni. Al termine della prova, le pellicole non devono mostrare alcun difetto (bolle, delaminazioni, fessurazioni, rotture o distacchi) ed in particolare le coordinate tricromatiche devono ancora rispondere alle prescrizioni di cui alla tabella I; il coefficiente areico di intensità luminosa relativo ad un angolo di divergenza di 20' ed un angolo di illuminazione di 5° non deve risultare inferiore ai seguenti valori: - 50% dei valori minimi di cui alla tabella II per le pellicole di classe 1; - 80% dei valori minimi di cui alla tabella III per le pellicole di classe 2. 4.9.2. Metodologia di prova. Su tre pannelli di alluminio delle dimensioni di mm 15x75, si applica un pezzo di pellicola avente anch'esso le stesse dimensioni. Dopo un condizionamento secondo quanto indicato al paragrafo 4.1, li si sottopone in frigorifero alla temperatura di - 35 +BP2/BP2- 3 °C per 72 ore. Trascorse 2 ore a temperatura ambiente, si osserva lo stato di conservazione dei provini e si effettua la verifica delle caratteristiche colorimetriche fotometriche previste. 4.10. Resistenza ai carburanti. 4.10.1. Prescrizioni. Al termine della prova, le pellicole non devono mostrare alcun difetto (bolle, spellamenti, fessurazioni, distacchi) ed in particolare le coordinate tricromatiche devono ancora rispondere alle prescrizioni di cui alla tabella I; il coefficiente areico di intensità luminosa relativo ad un angolo di divergenza di 20' ed un angolo di illuminazione di 5° non deve risultare inferiore ai seguenti valori: - 50% dei valori minimi di cui alla tabella II per le pellicole di classe 1; - 80% dei valori minimi di cui alla tabella III per le pellico|e di classe 2. Metodologia di prova. Su due pannelli di alluminio, delle dimensioni di mm 60x120, si applica un pezzo della pellicola in esame avente anch'esso dimensioni di mm 60x120. Dopo un condizionamento secondo quanto indicato al paragrafo 4.1, i pannelli vengono immersi in una vaschetta di vetro contenente una miscela costituita per il 70% da isottano e per il 30% da toluene. La prova ha la durata di 1 minuto alla temperatura di 23 +BP2/BP2-1 °C. Al termine i provini vengono tolti dal liquido di prova; si lavano con acqua deionizzata, si asciugano con un panno morbido e se ne osserva lo stato di conservazione. Trascorse 24 ore, si controlla una seconda volta lo stato di conservazione dei provini e si effettua la verifica delle caratteristiche colorimetriche e fotometriche previste. 4.11. Resistenza ai saponi ed ai detersivi neutri. 4.11.1. Prescrizioni. Al termine della prova, le pellicole non devono mostrare alcun difetto (bolle, delaminazioni, fessurazioni, distacchi) . 4.11.2. Metodologie di prova. La prova si esegue come indicato al punto 4.10.2 utilizzando però normali saponi e detergenti neutri disponibili in commercio. Durata della prova: 1 ora alla temperatura di 23 +BP2/BP2- 1 °C. 4.12. Caratteristiche del contrassegno di individuazione. 4.12.1. Prescrizioni. Il contrassegno di individuazione di cui al capitolo 5 deve essere integrato con la struttura interna della pellicola, deve essere inasportabile, non contraffattibile e deve rimanere visibile dopo la prova di resistenza all'invecchiamento accelerato strumentale. 4.12.2. Metodologie di prova. 4.12.2.1. Verifica della inasportabilità. Un campione rappresentativo di pellicola, sia di classe 1 che di classe 2, di dimensioni tali da comprendere almeno un contrassegno, deve essere sottoposto ad abrasione mediante un bisturi oppure un raschietto fino all'asportazione parziale dello stato superficiale. Dopo la prova, il contrassegno deve ancora permanere nella struttura interna della pellicola. 4.12.2.2. Verifica della non contraffattibilità e della struttura interna del campione. Un campione rappresentativo deve essere sezionato in corrispondenza del contrassegno ed esaminato al microscopio ottico. Il contrassegno deve essere visibile nella struttura interna della pellicola ed integrato in essa. 4.12.2.3. Verifica della durata. Dopo la prova di resistenza all'invecchiamento accelerato strumentale, di cui al paragrafo 4.5., il contrassegno di individuazione deve rimanere ancora visibile. Capitolo 5 Individuazione delle pellicole retroriflettenti 5.1. I produttori delle pellicole retroriflettenti rispondenti ai requisiti di cui al presente disciplinare dovranno provvedere a renderle riconoscibili a vista mediante un contrassegno contenente il marchio o il logotipo del fabbricante e la dicitura "7 anni" e "10 anni" rispettivamente per le pellicole di classe 1 e di classe 2. Le diciture possono anche essere espresse nelle altre lingue della CEE. Fanno eccezione le pellicole di colore arancio che dovranno recare solo il marchio o il logotipo del fabbricante. I fabbricanti dei segnali stradali dovranno curare e gli enti acquirenti accertare che su ogni porzione di pellicola impiegata per realizzare ciascun segnale compaia, almeno una volta, il suddetto contrassegno. Non potranno quindi essere utilizzate per la costruzione di segnali stradali pellicole retroriflettenti a normale e ad alta risposta luminosa sprovviste di tale marchio. Le analisi e prove da eseguire sui materiali retroriflettenti, così come previste dal presente disciplinare, potranno avere luogo solo previo accertamento della presenza del marchio di individuazione e della sussistenza delle sue caratteristiche, secondo quanto stabilito al paragrafo 4.12. |
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